Perché bere l'acqua di casa
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Dalla collaborazione tra Catto Forniture Idrosanitarie e Gel Spa si rafforza l’attenzione su un tema molto importante e talvolta forse trascurato: il trattamento delle acque. La materia è di grande attualità, perché oggi quando parliamo di acqua (o di acque, se preferite) affrontiamo questioni come la lotta allo spreco di un bene fondamentale per la vita, il rispetto e salvaguardia dell’ambiente e, perché no, anche il risparmio in termini energetici e quindi economici. I fronti di discussione sono diversi: l’informazione oggi punta sulle regole di utilizzo dell’acqua sanitaria (l’acqua che beviamo dal nostro rubinetto, quella stessa acqua che poi utilizziamo più in generale a livello domestico, per esempio, per la lavatrice o la lavapiatti), ma forse non tutti sanno che, nello specifico, anche l’acqua del riscaldamento va trattata. Un argomento, insomma, che merita di essere approfondito e per questo ne parliamo con Mauro Catto.

Dunque Mauro, partiamo con l’acqua di casa da bere: perché si dovrebbe fare questa scelta, considerato che basta entrare in un supermercato e negli scaffali delle acque minerali c’è solo l’imbarazzo della scelta?
Per tanti motivi, uno dei principali è la tutela dell’ambiente: tutti ormai conosciamo i danni causati a livello mondiale dall’abbandono delle bottiglie di plastica, bere l’acqua di casa significa ridurne l’uso. L’equazione è quasi naturale: meno bottiglie, meno inquinamento. Ci sono poi altri fattori come la comodità e il risparmio, considerato che l’acqua domestica costa molto meno di quella che acquistiamo al supermercato.

Tutto molto bello, ma chi ci garantisce la qualità dell’acqua che esce dal nostro rubinetto?
Oggi il mercato propone molto soluzioni. Gel, per esempio, ha ideato Acquaclick, un sistema che si installa in pochi minuti nel sottolavello e rende l’acqua del rubinetto ottima per bere e per cucinare. Tra l’altro consente di scegliere la leggerezza dell’acqua tra extralight, light e medium.

Interessante, ma esistono anche altre criticità, come quella del calcare: esistono soluzioni efficaci?
Esiste il problema del calcare come esiste, per esempio negli impianti di riscaldamento, il problema dell' acqua tecnica stagnante, che alla lunga produce batteri, alghe e funghi nocivi. In questi casi il lavaggio dell’impianto ripristina la sua efficienza e, allo stesso tempo, i sistemi di trattamenti dell’acqua lo proteggono.

In tutto ciò si inserisce anche l’aspetto economico, questione non da poco.
Certo, basti pensare che a causa delle incrostazioni ogni anno si spende sempre di più per ottenere lo stesso calore. Nella produzione di acqua calda le incrostazioni provocano ogni anno un aumento del 18% del consumo di gas e dopo pochi anni lo spreco può raggiungere il 50%: risulta chiaro, quindi, come lavaggio e trattamento delle acque siano fondamentali per combattere gli sprechi.

Per chiudere: esiste davvero un problema legionella?
Esiste ed è un problema serio, perché la legionella è un batterio che trova il suo habitat naturale negli ambienti umidi e quindi anche negli impianti di distribuzione dell’acqua potabile, piuttosto che in luoghi come impianti idrosanitari e piscine. La presenza di incrostazioni ed elementi nutritivi contribuiscono alla proliferazione del batterio, tant’è che oggi in alcuni casi, come per esempio nelle strutture ricettive, i trattamenti dell’acqua sono resi obbligatori dalla legge.